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Telecontact: sciopero per un reddito dignitoso e per la democrazia
09/07/2007 05.17.27
LUNEDI' 9 LUGLIO 2007
SCIOPERO PER L'INTERO TURNO DI LAVORO
A TELECONTACT CENTER ROMA (CALL CENTER 187)

nella mattinata assemblee davanti all'azienda
h.15.30 presidio a Montecitorio
h.16.00 incontro di una delegazione Cobas con il Garante della Privacy

CONTRO le continue pressioni esercitatate sui lavoratori e sulle lavoratrici da parte dei responsabili aziendali sui tempi di risposta e i livelli di produzione;

CONTRO le decisioni aziendali di impedire il libero esercizio dell'attività sindacale tramite il rifiuto aziendale di far svolgere l'assemblea indetta dalla RSU;

PER il diritto ad un reddito dignitoso e la trasformazione dei rapporti di lavoro part time in contratti a tempo pieno.

Lo scorso febbraio era stato già indetto uno sciopero contro le condizioni esasperanti in cui sono costretti a lavorare centinaia di addetti al call center 187. Condizioni di stress evidenziate in una recente inchiesta effettuata dai COBAS e denunciata agli organi ispettivi sanitari preposti.

In Telecontact Center, azienda di proprietà del gruppo Telecom, i lavoratori e le lavoratrici TUTTI PART TIME, cercano di "vivere" con 500 euro al mese, subiscono quotidianamente pressioni per VENDERE ... VENDERE ... VENDERE, e a mala pena riescono a soddisfare le spesso sacrosante richieste degli utenti. E meno male che rimangono le frasi di apertura e di chiusura, altrimenti dovremmo parlare di un semplice call center di telemarketing, in cui c'è poco spazio per il servizio che si dovrebbe prestare considerando che la telefonia è ancora un servizio di pubblica utilità!! Insomma fateci fare il nostro lavoro di "Servizio Assistenza Clienti" a favore di quei milioni di abbonati "maciullati" quanto noi dalla privatizzazione di Telecom Italia!!

Riprendiamo con forza la nostra mobilitazione per continuare a far sentire le sacrosante rivendicazioni di chi, dopo anni di precarietà assoluta, lavora con la produttività di un full time ma pagato part time, di chi non ha ancora uno straccio di contratto di seocndo livello, di chi in sostanza è un precario "stabilizzato" in una matrice di turni e moduli di venditori in gara tra di loro.

COBAS TELECONTACT CENTER
Roma, 06/07/2007

allegato:

Telecontact: sciopero contro l arroganza dell azienda
08/02/2007 05.57.59
A seguito delle richieste che negli ultimi mesi sono state rivolte all’azienda e vista l’indifferenza totale di quest’ultima nei confronti delle lavoratrici/ori, ora diciamo BASTA!

E’ inaccettabile che dopo due anni siamo ancora lavoratrici/ori part-ime al III livello che guadagnano poco più di 500,00 euro mensili producendo profitti elevatissimi per Tcc, “GRAZIE” ai ritmi cinesi di lavoro che ci vengono imposti.

E’ inaccettabile che dopo anni di precarietà imposta dall’ex Atesia oggi la nostra situazione salariale e lavorativa (ritmi di lavoro, turni ecc…) sia di gran lunga la peggiore del gruppo Telecom.

Siamo stanchi di essere i lavoratori di “serie B”, rivendichiamo un organizzazione del lavoro e un salario che ci permetta di poter vivere dignitosamente.

Ci sono state rifiutate le assemblee per discutere la piattaforma del 2° livello (nella quale uno dei punti di primaria importanza erano i passaggi a full time o a part time al 75%) mentre i sindacati confederali hanno svolto con estrema facilità le assemblee sul TFR per arraffare più adesioni possibili al fondo Telemaco, dove evidentemente convergono gli interessi dell’azienda e dei sindacati stessi.

Per finire: siamo veramente STUFI delle pressioni che subiamo ogni giorno per i “loro” tempi medi di conversazione, per i “loro” obiettivi aziendali , per la commercializzazione che siamo costretti ad effettuare ad ogni chiamata e soprattutto siamo stufi delle continue minacce che ci vengono rivolte in maniera subdola dai nostri cosiddetti “capi”.

12 febbraio 2007
sciopero tcc roma
PER L’INTERO TURNO DI LAVORO
Si terrà un presidio davanti alla sede di Tcc Roma
dalle 8:30 alle 16:00
con Assemblea alle h.12:00

COBAS TELECONTACT CENTER

Comunicato in formato MP3 ;)

allegato:


Iniziativa PrecariAtesia: sottoscrivi e festeggia
08/02/2007 06.39.43
Il lavoro nel call center è fra i più diffusi e meno pagati a Roma come in tutto il paese, ma nel call center più grande di italia, da ormai due anni, si porta avanti una lotta per migliorare le condizioni di tutta la categoria. La vertenza atesia, partita dal palazzo di vetro sulla piattaforma di cinecittà due, è ormai divenuta un caso nazionale che, comunque venga risolto, creerà il precedente su cui verranno gestite le vite delle centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici del settore: è per questo che sindacati e padronato si stanno tanto impegnando affinché la lotta dei/delle autorganizzati/e di Atesia venga sconfitta e messa sotto silenzio. Appena due mesi fa i confederali hanno firmato un accordo con il loro amichetto Alberto Tripi (padrone di Atesia) che prevede la contrattualizzazione a tempo indeterminato per tutti i collaboratori (assunti con contratti a progetto e ancor prima con contratti co.co.co.) attualmente in forza in azienda: questa “stabilizzazione” è stata subito sbandierata come grande vittoria sia dai sindacati quanto dal governo, lasciando intendere che la situazione Atesia fosse stata risolta nel migliore dei modi. Ma la realtà non è questa! Se da una parte è una vittoria della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori (che negli ultimi anni hanno annullato, con mobilitazioni ed iniziative, ben due accordi che prevedevano l’applicazione di contratti a termine) l’aver ottenuto un accordo che prevede contratti a tempo indeterminato, dall’altra ci si ritrova a dover combattere le modalità di applicazione di tale accordo, che prevede esclusivamente contratti part time su turnazioni anche di 18 ore giornaliere, con firma di liberatoria per la quale si rinuncia ad ogni diritto pregresso sugli anni precedentemente lavorati in azienda, che non considera in nessun modo la riassunzione di coloro (circa 400 persone) che negli ultimi anni sono stati licenziati (in tronco o tramite mancato rinnovo contrattuale). Lo stesso Alberto Tripi ha urgenza di vedere applicato l’accordo per poter accedere ai fondi previsti dalla finanziaria, scritta dal governo “di sinistra” per questi “sinistri” padroni. A tal fine Atesia ha fatto ricorso al TAR per annullare il verbale dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro che, nell’agosto dello scorso anno, riconosceva la natura subordinata nel rapporto di lavoro a progetto nel call center di via Lamaro e la conseguente assunzione a tempo indeterminato mantenendo però lo stesso monte ore (36 settimanali) e gli stessi turni fissi stabiliti dal falso contratto di collaborazione, riuscendo solo a sospendere l’applicazione del verbale in questione. Per contrastare anche stavolta padron Tripi dobbiamo intraprendere una battaglia su un piano a noi avverso: quello legale; abbiamo bisogno di 1000 euro per far ricorso al Consiglio di stato, entro la scadenza dei termini che arriverà a fine mese.
  • per far capire ai sindacati che lavoratori e lavoratrici sono stanchi di subire passivamente le loro decisioni ed i loro accordi;

  • per ricordare al governo che i lavoratori e le lavoratrici non hanno amici in parlamento;

  • per dimostrare che una lotta autorganizzata funziona e riesce ad essere vincente

  • Per fare in modo che una lotta come quella di Atesia, il cui esito andrà ad incidere sulle vite di così tanti/e proletari/e, non venga sconfitta da un padronato sempre più arrogante


  • Invitiamo compagni e compagne a sottoscrivere quanto più possibile.
    La solidarietà è un’arma: usiamola!



    Collettivo precariatesia
    Roberto


    -------------------------------------------------------

    Per questo il Collettivo Precari Atesia organizza un concerto di sottoscrizione al

    L.R.O. Gatto Selvaggio, vicolo di Villa Berta (via di Tor Pignattara),

    con i seguenti gruppi:

    gli ottimi DIRETTIVA 16 e i PRISONERS dalle ore 22.00

    partecipiamo, diffondiamo e soprattutto sottoscriviamo.

    Comunicato in formato MP3 [per chi continua a non voler capire]

    allegato:


    [29 settembre 2009] Comunicato stampa sul corteo
    04/10/2006 07.48.29
    Il 29 settembre alcune centinaia di lavoratrici e lavoratori dei call center hanno manifestato a Roma sulla base della piattaforma elaborata nell’assemblea dello scorso 9 settembre in cui si rivendicano: [1] la trasformazione di tutti i contratti precari (a progetto, somministrazione, tempo determinato etc) in contratti a tempo indeterminato full-time; [2] la riduzione degli orari di lavoro a parità di salario, diversa organizzazione dei turni e dei tempi al fine di migliorare le condizioni di lavoro e ridurre lo stress psico-fisico, riconoscimento del carattere usurante del lavoro nei call center; [3] inquadramenti adeguati alla professionalità acquisita e all’anzianità; [4] il blocco dei processi di esternalizzazione e di precarizzazione del lavoro; [5] il reintegro di tutte le lavoratrici e i lavoratori licenziati. Questa manifestazione ha rappresentato un primo passo verso la generalizzazione della lotta nata dai precari e dalle precarie del collettivo di Atesia e, pur nei limiti e nelle difficoltà che un processo direttamente autorganizzato incontra nel proprio percorso, ha dimostrato che è possibile affrontare con determinazione e concretezza le pesanti condizioni di vita del mondo del lavoro. Al termine della manifestazione una delegazione dei partecipanti è stata ricevuta al Ministero del lavoro dalla Sottosegretaria al lavoro on. Rosa Rinaldi e dal capo della segreteria del Ministro sen. Battafarano. In questo incontro è stata illustrata e motivata la piattaforma di lotta, rilevando come sia fortemente presente nel settore anche un problema di miseria salariale derivante dall’uso massiccio e pernicioso dei contratti part time, ed è stato richiesto l’impegno del Governo, per le parti di sua competenza, e l’apertura di un tavolo di trattativa in cui siano presenti i lavoratori e le lavoratrici che si sono organizzati autonomamente. Dobbiamo rilevare che la risposta del Ministero è stata molto lontana dalle nostre esigenze e anche da quanto promesso in campagna elettorale contro la precarietà. Infatti il sen. Battafarano - oltre ad annunciare (cosa per altro già nota) che erano state avviate le ispezioni ministeriali in tutti i call center ed a prevedere che da ciò risulteranno diverse condizioni di abuso - si è limitato ad illustrarci le misure che verranno introdotte nella legge finanziaria e cioè: istituzione di un fondo per la subordinazione per sanare la condizione previdenziale dei lavoratori (tale fondo nascerebbe proprio dalle risultanze della vicenda di Atesia); riduzione del cuneo fiscale per le aziende che assumono a tempo indeterminato; innalzamento dell’aliquota contributiva al 23% per i contratti a progetto e le partite Iva; introduzione di una indennità di malattia per i lavoratori a progetto a carico dell’Inps; accrescimento dell’aliquota contributiva per il lavoro di apprendistato al 10%. Rinviando a dopo la finanziaria l’apertura di un tavolo di concertazione fra padroni, governo e Cgil-Cisl-Uil per il superamento della legge 30. In aggiunta l’on. Rinaldi ha confermato che il Ministero intende respingere le “minacce” di delocalizzazione di Tripi (proprietario di Atesia) e delle associazioni imprenditoriali del settore e vuole che l’esito dell’ispezione dell’ispettorato del lavoro di Roma venga da subito applicata (ma garantendo i posti di lavoro e quindi non escludendo che possano essere attivati contratti diversi da quelli a tempo indeterminato). Ci ha inoltre informato che il Ministero ha invitato Cgil-Cisl-Uil e organizzazioni datoriali a trovare un accordo sull’applicazione degli esiti ispettivi per il settore nella forma dell’avviso comune che poi il governo farà proprio ed accompagnerà attraverso il finanziamento dell’operazione. Infine, pur rinnovando la disponibilità del Ministero ad incontri consultivi con le strutture delle lavoratrici e dei lavoratori presenti alla manifestazione e protagoniste della lotta di questi anni, ha escluso che si possa essere protagonisti delle trattative che sono invece riservate a Cgil-Cisl-Uil, le stesse organizzazioni sindacali che hanno stipulato gli accordi con Atesia per l’applicazione di contratti illegali.

    Dalla breve sintesi dell’incontro avvenuto al Ministero del lavoro emergono le ambiguità e le responsabilità della politica verso la condizione di precarietà così drammaticamente presente fra i lavoratori. In particolare sottolineiamo come da un lato si riconosca il valore motrice della lotta, autonoma dai sindacati confederali, delle lavoratrici e dei lavoratori di Atesia e degli altri call center e dall’altra si voglia continuare a far decidere a chi, Cgil-Cisl-Uil, ha dimostrato di essere incapace di interpretare i bisogni e le aspirazioni dei lavoratori.
    L’istituzione del Fondo presso l’Inps per la “stabilizzazione dei rapporti di lavoro” prevista nella prossima finanziaria è di fatto un vero e proprio condono degli abusi previdenziali registrati sul passato caricandone il costo sullo stesso Inps.
    Per altro ci sembrano molto deboli le misure ipotizzate dal governo per intervenire nel settore e soprattutto a scaricare sul bilancio pubblico (attraverso la leva contributiva ed i condoni) e sui salari i costi dell’impresa per il lavoro: denunciamo che ancora una volta l’imperativo è la riduzione del costo del lavoro, attraverso la pratica della concertazione e della riedizione della politica dei redditi, anziché l’impegno per l’abolizione della legge 30 e del pacchetto Treu che hanno dimostrato, in questi anni, i loro effetti di macelleria sociale.
    D’altra parte rileviamo come un importante conquista delle lotte l’aver costretto tutti, dal governo, ai sindacati concertativi, ai padroni, a dover fare i conti ed intervenire per arginare il processo di precarizzazione e immiserimento della condizione del lavoro, nonostante le difficoltà a mobilitarsi in tali condizioni di precarietà e i licenziamenti subiti. A conclusione di questa giornata di lotta vogliamo sottolineare l’importanza dell’estensione dei percorsi di mobilitazione, valutando comunque positivamente questo ulteriore difficile passaggio verso la costruzione di una dimensione di movimento alla lotta contro la precarizzazione. Vogliamo infine ringraziare gli artisti, Ascanio Celestini, Quartetto Urbano, Piero Brega e Sylvie Genovese, che hanno animato con i loro spettacoli la parte finale della manifestazione.

    Collettivo PrecariAtesia (Roma), COBAS del Lavoro Privato, Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà
    Per info: precariatesia@yahoo.it, tappabuchi@claronet.it, tlc@cobas.it; iniziativecc2006@yahoo.it

    Roma, 30 settembre 2006



    Documentale [ultimi 5 documenti inseriti]
    N.
    Descrizione
    Allegato
    Data
    6
    [telecontact 09/07/2007] volantino sciopero indetto dai cobas telecontact
    09/07/2007 05.16.32
    5
    [Manifestazione 29/09/2006] Un comunicato stampa sul dopo manifestazione redatto dal colletivo PrecariAtesia [roma], Cobas del lavoro privato e Assemblea Continuativa e Coordinata Contro la Precarietà [roma]
    06/10/2006 05.22.13
    4
    [Manifestazione 29/09/2006] Sempre sulla manifestazione di fine di questo mese, in allegato un volantino questa volta redatto dai collettivi: precariatesia e Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà.
    06/10/2006 05.21.46
    3
    [Manifestazione 29/09/2006] Un manifestino formato A4 stampato a Roma per la manifestazione del 29 settembre 2006. Adatto per essere affisso nei posti di lavoro o dove volete.
    06/10/2006 05.21.00
    2
    Appello 09 settembre 2006
    18/09/2006 12.34.39

    Ultimi 10 messaggi ricevuti
    Mittente
    Messaggio
    email mittente
    ilaria R.
    Salve a tutti, aime' anche il mio contributo non è altro che un segno di protesta nei confronti del luogo di lavoro in cui esplico la mia attività! Dopo sei anni di servizio e dopo una laurea presa con tanti sacrifici(sempre lavorando) alla domanda se fosse stato possibile poter crescere professionalmente con la speranza di "appendere" per sempre la cuffia al chiodo mi è stato risposto " TU VENDI E CRESCERAI"!! Che dire ? Purtroppo non c'e' nulla da dire..... ....nell'azienda dove io lavoro è tutto paradossale! Le chiamate devono essere brevi (3 minuti massimo), le vendite devono essere molte....e ...la PIPI' non si può fare perchè del resto alle telefonate chi rispondebbe? Per non parlare delle riunioni (alle quali non possiamo mancare) in cui ci illustrano l'esempio da seguire per vendere: il Gladiatore di Russel Crow "AL MIO VIA SCATENATE LA GUERRA CON LE ADSL!!!!" Sono stufa....stufa e ristufa!!! Questo loro modo di fare affossa le nostre aspettative e le nostre speranze!
    mario
    buongiorno vorrei sapere se e' lecito che in un call center per l'entrata in ritardo nn si possa usufruire dei permessi rol ma venga tutto considerato come permesso nn retribuito grazie.Ah un altra cosa per l'entrata in ritardo si puo' dire che la prossima volta saremmo andati dagli aoc per un richiamo?
    GIAMPAOLO
    PIPPEN84.SPACES.LIVE.COM VI ASPETTO
    maiu
    questi call center li odio. ho chiuso da un pò e mi accontento morire di fame
    vittoria
    salve a tutti, sono una operatrice call center...purtroppo da diversi anni..da circa 1 anno ho cambiato call center pur lavorando con partner telecom e dopo la visita dell'ispettorato ho avuto un amaro risultato..nonostante siamo sei persone ad essere state ingressate contemporaneamente solo 2 di loro, i più "dediti" al datore di lavoro avranno l'assunzione...ma è vero che nell'accordo con i sindacati verrà assunto solo il 20% perchè se così fosse è ovvio che a 30 anni nn avrò nulla se nn il solito contratto di collaborazione...a fronte delle due assunzioni fatte tra cui c'è un 23enne...aspetto CON ANSIA notizie sull'accordo per sapere se è vero...se così fosse nn mi resta che idealmente ribaltare il call center ma in pratica lavorare con la coda tra le gambe sentendomi una SFIGATA.........grazie a chi vorrà rispondermi...
    call center wind sesto san giovanni
    Salve a tutti, volevamo segnalare l'ennesimo caso di violazione della tutela del lavoratore a seguito della comodità di terziarizzare in out-sourcing il lavoro in Italia. Infatti, presso l'Azienda Wind (ex Enel) venduta circa 1 anno fa a un industriale egiziano Naguib Sawiris, si sta procedendo a una graduale cessione di alcuni Call Center diretti dell'Area del nord Italia (Milano/Sesto San Giovanni) costituiti solo da lavoratori a tempo indeterminato con anzianità lavorativa oscillante tra i 7 e i 10 anni, molte donne, mamme quasi tutte oltre i trent’anni, ragazzi che avevano trovato il coraggio di lasciare la casa di mamma e papà per la ricerca della propria indipendenza. Ancora una volta la logica del profitto vince su quella della qualità della vita così con l’intento di trasferire il rischio d'impresa ad altri soggetti economici di non eguale affidabilità, si fa vacillare la certezza di un posto di lavoro, la possibilità di pagarsi un mutuo per la propria casa e la realizzabilità di una famiglia. Pertanto, chiediamo: - che venga fatta luce sull’accaduto richiamando l’attenzione mediatica e politica al fine di ottenere un tavolo di trattative in grado di tutelare il contratto a tempo indeterminato, quale prerogativa della professionalità dei lavoratori di Sesto San Giovanni; - di garantire i livelli occupazionali in Wind e di contrastare le ormai note cessioni di ramo di Azienda, utilizzate per celare licenziamenti di massa; - la possibilità di una ricollocazione dei dipendenti Wind di Sesto San Giovanni all’interno dell’azienda stessa. - Riferimenti: tel. 02-2311.2502 FAX. 02.2311.2713 blog http://noesternalizzazionewind.blogspot.com
    andrea restaino
    salve a tutti, con mio grande stupore sono venuto a conoscenza che il mio nome risulta presente nella lista delle adesioni della manifestazione tenutasi a Roma; gradirei sapere come questo è stato possibile visto che non sono stato io a inserirmi!!! Rispetto molto ogni tipo di lotta per i diritti di ogni sorta, ma comprendete che se non ne voglio fare parte avrò i miei motivi, se qualcuno ne è a conoscenza sarei molto grato di sapere come il mio nome senza la mia volontà sia finito sul mio sito e gradirei che fosse rimosso. Saprò io se e quando aderire a iniziative del genere Ringrazio anticipatamente chi mi risponderà andrea

    [RISPOSTA dalla REDAZIONE] -- La sua adesione sarà stata inserita da un suo conoscente probabilmente. Del resto eravamo rimasti molto sorpresi [in maniera positiva si intende] di avere un coraggioso rappresentante della UIL. Abbiamo rimosso il suo nominativo dalle adesioni. Cordiali Saluti.
    tiziana2
    ho una domanda da porvi: chi attualmentepresso la società atesia ha un contratto di inserimento e/o apprendistato, rientra nelle assunzioni dei 6500 operatori, come stabilito nell'accordo sindacale raggiunto ieri 13 dicembre 2006? resto in attesa di una vostra comunicazione grazie firmato: un'operatrice di atesia
    giovanna
    Ciao, sono tra i 23 licenziati dal call centre di poste italiane di Venezia. Siamo rimasti a casa perchè non raggiungevamo 2 anni di anzianita'. E' da Luglio che ci stiamo muovendo. Qualcuno sa dirci se e' vero che ultimamente nel call centre di Caltanissetta sono stati tutti assunti e, se si, quanto avevano di anzianita'? Grazie..


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